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Le migliori serie TV del 2016


posted by Veronique on , ,

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Le migliori serie TV del 2016 sono state in grado di tenermi incollata allo schermo, di farmi divorare una puntata dopo l'altra, una stagione dopo l'altra.
Sono state capaci di farmi piangere singhiozzando o di coinvolgermi talmente tanto da provare empatia e sofferenza insieme ai personaggi. Mi hanno portato a non stimarli o mi hanno fatto schierare dalla loro parte, fino addirittura a farmi sentire un membro del gruppo, proprio come uno di loro.

Ho aperto TVShow Time, l'app che utilizzo per monitorare le serie TV che seguo e segnare gli episodi visti - ve la consiglio vivamente, è ben fatta, di facile utilizzo e ha anche una community che commenta gli episodi, un plus che mi piace molto - e ho selezionato le serie TV che mi hanno accompagnato quest'anno.

Alcune serie TV tra le migliori scelte sono nuove del 2016, altre sono vecchie conoscenze con nuove stagioni uscite lo scorso anno che ho potuto apprezzare e che hanno confermato il mio amore verso di loro, altre ancora sono invece vecchie serie concluse negli anni passati che ho visto quest'anno.

Una menzione importante va a Netflix che ha trasmesso ben metà delle serie TV che ho preferito lo scorso anno, comprese molte serie originali prodotte dall'azienda stessa. 
Conferma involontaria della mia grande stima per questa piattaforma.

Trovate di seguito le migliori serie TV del 2016 secondo la mia selezione, senza spoiler (odio gli spoiler!), sperando di darvi spunti e suggerimenti su cosa guardare.
Ovviamente sono solo alcune tra quelle viste, quelle più meritevoli di menzione per me.
Sarebbe bello dedicare un articolo alle migliori serie TV di sempre. Magari lo metto in cantiere!

Abbiamo qualche serie TV preferita in comune tra quelle che ho amato nel 2016? 
Se ne avete amato altre negli ultimi mesi, scrivetemele in un commento e sarò felice di segnarle nella mia fidata app.


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Sons of Anarchy

La mia serie del 2016 e probabilmente una delle serie TV della vita.
Composta da 7 stagioni, si è conclusa nel 2014. 
La conoscevo da tempo e avevo avuto numerosi feedback ultra positivi che dimostravano l'amore sconfinato di molti per questa serie, ma non avevo ancora avuto occasione di iniziarla.
Ho rimediato quest'estate, divorando 92 episodi in un mese o poco più.

La forza di SoA sta nella semplicità con cui è in grado di arrivare dritta al cuore del pubblico attraverso i suoi personaggi, il vero potere di questa serie: un club di motociclisti, i Sons of Anarchy o SAMCRO, che si occupano di loschi affari nella cittadina immaginaria di Charming, in California.
Scopriremo la vita di Jax Teller (Charlie Hunnam), figlio dei uno dei fondatori del club morto in un incidente in moto, i suoi tormenti, la sua passione e il suo ruolo da leader. 
Conosceremo l'importanza della famiglia, ma anche i più terribili segreti che può custodire. 
Analizzeremo il rapporto con la madre Gemma, un personaggio complesso e meraviglioso, lo scontro con il patrigno Clay, Presidente del club, e l'amore profondo e distruttivo di Jax e Tara.
Il tutto contornato da meravigliose scazzottate che ogni tanto faranno capolino come a ricordarvi che, se è pur vero che sono harleysti che si dicono "I love you bro", sono comunque dei temibili badass con cui non si scherza.
Sarà impossibile non affezionarsi ai membri del SAMCRO, non tifare per alcuni, non provare empatia e poi disprezzo per altri, non soffrire per il dolore di alcuni e sarà irrefrenabile il pensiero di sentirsi esattamente un membro di questo moto club di delinquenti dal cuore di panna. 
Vi vedo già a cercare la moto di Jax (Harley Davidson Dyna Superglide Sport) per comprarla con il desiderio di sfrecciare lungo le highway californiane con addosso il vostro gilet di pelle.

Un altro elemento importante di questa serie è il suo significato più profondo che si capisce sono verso la fine.
Nonostante la sua semplicità fatta di scazzottate da outlaw, SoA ha un significato ben più profondo rispetto alla copertina con cui si presenta. 
Vuole essere infatti una libera trasposizione dell'Amleto di Shakespeare ambientata nel mondo criminale dei bikers, con Jax Principe del club, lo spettro del padre rappresentato dai diari che trova Jax, l'amico fidato Opie, la madre Gemma sposata con Clay che era come un fratello per il padre di Jax e molti altri elementi che si scopriranno con lo sviluppo della trama.
Fino alla conclusione con un finale perfetto che rappresenta l'essenza della catarsi, la conclusione del cerchio.

"Doubt thou the stars are fire; 
Doubt that the sun doth move;
Doubt truth to be a liar;
But never doubt I love."
William Shakespeare





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Containment

C'è qualcosa che mi affascina incredibilmente quando si parla di virus, epidemie, quarantena, lotta per sopravvivere ed eroi che salvano il mondo. 
Sarà per questo che amo gli zombie? Mmm, direi di sì.
Tornando a Containment: si tratta di una serie uscita nel 2016 composta da una sola stagione, pensata proprio come serie autoconclusiva.
Un peccato mortale straziante, perché è stata una serie davvero ben fatta e avrei voluto continuare a vederla, almeno per un'altra stagione.
Resta comunque il piacere immenso di averla scoperta. 
La custodirò per sempre tra le mie preferite perché è stata in grado di farmi piangere in modo incontenibile, con tanto di singhiozzi fortissimi e di depressione profonda durata un giorno intero o forse più.
Per quanto sia una persona molto emotiva, non mi era mai capitato di provare un'emozione così intensa e dolorosa guardando una serie TV.
Un dolore così forte dato dalle performance straordinarie di Chris Wood e di Kristen Gutoskie e da una narrazione perfettamente straziante e sublime.
Non voglio spoilerare, quindi mi limiterò a consigliarvi di guardarlo perché la trama è interessante e perché quel determinato episodio e quella determinata scena valgono per tutta la serie. 
Vi sfido a colpi di fazzoletti a dirmi che non avete pianto fiumi di lacrime. 

La trama, come prevedibile, racconta la storia di un'epidemia scoppiata ad Atlanta (ciao CDC, ciao The Walking Dead) con la messa in quarantena di una parte della città e le avventure della polizia, delle persone rimaste bloccate e di quelle al di fuori separate dai propri cari. 
La coppia d'oro che mi ha fatto emozionare è formata dal poliziotto Jake e dall'insegnante Katie che, rimasti intrappolati all'interno, tenteranno di aiutare quante più persone possibile.
Non mancano inoltre intrighi, giochi di potere e responsabilità nella diffusione del virus.





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Black Mirror

Tenete a portata di mano i fazzoletti, vi serviranno ancora.
Adoro Black Mirror. 
Una serie geniale che seguo dall'inizio e che ho finalmente visto crescere in apprezzamento e diffusione, grazie alla sua acquisizione da parte di Netflix che nel 2016 ha rilasciato la terza stagione.
Finalmente! E che meraviglia!
Black Mirror è una serie antologica, con storie e personaggi che cambiano in ogni puntata. Accomunata da un filo conduttore comune, denuncia attraverso i suoi episodi i peggiori lati della società moderna, dove la tecnologia fa da padrona, modificando non solo le abitudini, ma anche le persone 
Una capacità comunicativa che viaggia attraverso trame dai contorni esasperati che portano però a evidenziare una realtà estremamente verosimile che non si allontana in definitiva poi così tanto dal nostro quotidiano o dal futuro che possiamo immaginare (o temere?).
Un elemento molto interessante è che in Black Mirror non esistono gli happy ending. Tranne forse per un episodio, il più significativo della terza serie, anche se per me non vi è un finale felice neanche lì. Ne parlerò tra qualche riga.
Vi consiglio di vedere tutte le puntate, recuperando le stagioni precedenti e lo speciale di Natale. 
Ogni episodio vi terrà incollati e ne uscirete come trasformati.

Della terza stagione ho apprezzato molto l'episodio 3x01 Nosedive (Caduta libera) che esaspera il ruolo dei social network come strumento di affermazione, raccontando una società nella quale chiunque è registrato a un'app che permette di dare un voto da 1 a 5 a tutte le persone con cui interagiamo quotidianamente, determinando status sociale e qualunque tipo di possibilità, dall'acquisto di un biglietto aereo a quello di una casa. 
Una puntata che porta a una riflessione amara su un futuro prossimo decisamente spaventoso.

L'episodio che però più di tutti mi ha segnato profondamente è 3x04 San Junipero, un piccolo grande capolavoro. Non vorrei rivelare molto, perché la storia si spiega con il passare dei minuti ed è così emozionante che dovete godervela tutta. 
Vi dirò però che si parla dei sentimenti più belli, di romanticismo, di un futuro felice e dell'utilizzo positivo della tecnologia che è in grado di superare anche le fasi più temibili dell'esistenza umana, come la morte.
Una tecnologia che crea una realtà virtuale nella quale rifugiarsi e vivere gli anni più belli e nella quale continuare a vivere in eterno.
Questo episodio è il primo di Black Mirror con quello che sembra essere un lieto fine. 
Sembra, appunto.
Neanche in questo caso posso fare a meno di notare il cinismo insito nella serie, nella contrapposizione tra realtà virtuale e situazione reale, tra la felicità virtuale e ciò che resta nella realtà che altro non è che un chip in un muro, tra la vita vera che non è stata vissuta da una protagonista per poi viverla solamente nel software, tra l'interrompere per sempre una vita che però è stata reale o continuarne in eterno una fittizia. Non posso inoltre non notare l'immensa ironia di un happy ending di facciata in una delle storie di Black Mirror più positive che però più di tutte lascia l'amaro in bocca e una sensazione di "potrebbe essere, sarebbe bello, ma non sarà". 





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Westworld

Capolavoro HBO, Westworld è stata una delle serie più amate del 2016.
Il perché è facile da intuire: produzione HBO, cast stellare, trama avvincente con soprusi e volontà di rivalsa dei deboli sui forti in uno scenario che mischia ambientazioni classiche western e tecnologia del futuro, il peccato dell'uomo e il sorgere di una coscienza artificiale.
Siamo in un futuro prossimo, dove Westworld è un parco a tema esclusivo che ricrea lo scenario del Far West, popolandolo con androidi dalle perfette sembianze umane sulle quali gli ospiti possono sfogare i loro bisogni primordiali più bassi, senza subire alcuna conseguenza.
Ecco che non sarà difficile immaginare stimati professionisti che si rifugiano in Westworld per trasformarsi in sceriffi giustizieri o ricercati che sterminano un'intera cittadina, tra bevute al saloon e violenze.
La trama dà il via al suo sviluppo quando i robot cominciano a conservare una memoria a lungo termine, nonostante gli interventi del team per ripristinare solo i ricordi basilari del loro personaggio e non quelli delle violenze subite di volta in volta.

 Una coscienza artificiale che si trasforma in AI ribellandosi agli umani, cercando la vendetta per i soprusi subiti e la realizzazione di un futuro normale.
Dove sta l'umanità?





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Narcos

Mettete in sottofondo la colonna sonora di Narcos e poi proseguite la lettura.

La triste fama lo precede e Netflix ne fa una serie di grandissimo successo che ha il pregio di farci conoscere la storia, quella vera, di Pablo Escobar.
Noto come il più grande trafficante di cocaina della storia, grazie a Netflix abbiamo conosciuto anche le terribili gesta di terrorismo di cui si è macchiato e abbiamo potuto fare un viaggio in una mente disturbata, grazie all'ottima interpretazione di Wagner Moura.

Quanti conoscevano effettivamente tutta la storia di Escobar? Io no e sono molto felice di averla approfondita con questa serie e facendo ulteriori ricerche, proprio spronata da essa.

Ho amato molto l'interpretazione di Wagner Moura e anche la sua evoluzione: un attore brasiliano, inizialmente accusato di non essere adatto a interpretare Escobar per il suo accento non perfetto, ha dimostrato in seguito di essere estremamente migliorato e questa evoluzione mi è piaciuta moltissimo.

Altro elemento che ho apprezzato è l'estrema attenzione ai dettagli che ha permesso di riprodurre fedelmente ciò che è accaduto. Provate a paragonare la foto della cattura e dell'uccisione di Escobar nella realtà e nel film e sorprendetevi per l'identica posizione dei personaggi, dei vestiti e dei loro colori.
Attenzione però: la serie non si chiama Pablo Escobar, ma Narcos e questo significa che, dopo le prime due stagioni dedicate al Re della cocaina, la terza sarà dedicata alla lotta al cartello di Cali e ritroveremo l'amatissimo Pedro Pascal.





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The OA

Meriterebbe un post a parte, ma che dico un post, meriterebbe ore e ore di incontro a lume di candela in una casa abbandonata lasciando i portoni delle proprie abitazioni aperti per parlare di questo capolavoro.
The OA, su Netflix, è una serie così intensa che ha diviso il pubblico in una parte che lo trova un capolavoro e in un'altra che, a parer mio, avrebbe bisogno di coltivare maggiormente i sentimenti umani più nobili per riuscire a capirla.

Non vi svelerò cosa significa l'acronimo che dà il titolo alla serie, né la vera identità del personaggio femminile principale, ma vi dirò che ci sono in ballo la fiducia, l'apertura di mente e cuore, la compassione e più di tutti la speranza.
Prairie è scomparsa da sette anni quando riappare misteriosamente e il suo ritorno è accompagnato da un alone miracoloso, avendo riacquistato la vista.
Impariamo così a conoscere questa ragazza, la sua storia, il suo rapimento, attraverso i racconti che lei dona a un gruppo di persone che sembra recepire il suo vero messaggio e la sua vera essenza.
Il resto è tutto da scoprire e vi auguro vivamente di poter capire i sentimenti nobili che questa storia trasmette, perché la trovo così bella, pulita e profonda.
Un elemento estetico che ho amato molto, turbandomi non poco, è la bellezza della prigione in cui è stata tenuta Prairie: una prigione di vetro con materiali naturali, piante e un piccolo ruscello che scorreva lungo il pavimento. Meravigliosamente inquietante.





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American Crime Story - The People v. O.J. Simpson

Serie antologica che vuole raccontare in ogni stagione le vicende legate a celebri processi per casi di cronaca nera statunitensi.

La prima stagione, andata in onda nel 2016, è dedicata a uno dei processi penali più famosi degli Stati Uniti che ha visto come imputato O.J. Simpson, star del football e attore amatissimo negli anni Settanta-Ottanta-Novanta.
La serie presenta minuziosamente vicende e personaggi, brillando in precisione e narrazione, merito anche dei bravissimi interpreti, tra tutti Sarah Paulson, John Travolta e Cuba Gooding Jr.
Questa serie è un altro interessante esempio di come un programma TV possa spingere i giovani a documentarsi su eventi e personaggi che hanno animato la cronaca degli anni passati.

O.J. Simpson venne portato in giudizio per il brutale omicidio dell'ex moglie Nicole Brown e del cameriere Ronald Lyle Goldman, dopo l'iconico inseguimento lungo le autostrade di Los Angeles.
Il processo a O.J. ha acquisito la fama che lo contraddistingue non solo per la notorietà e la posizione sociale dell'imputato, ma anche per il colore della sua pelle, sollevando il problema delle discriminazioni razziali ai danni degli afroamericani perpetrate dalla polizia di LA.
Il processo del secolo si concluse con la sentenza di innocenza da parte della giuria popolare, suscitando innumerevoli polemiche sugli errori dell'accusa, sugli stratagemmi della difesa, sul ruolo di parte della giuria, dividendo il paese in colpevolisti e innocentisti, prevalentemente in base al colore della pelle.

La serie svolge un'analisi molto interessante e la recitazione è eccelsa, ne sono prova le molte nomination e i molti premi vinti agli Emmy 2016 e ai Golden Globe 2017.





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Outlander 

Si riconferma nel 2016 con la seconda stagione come una serie ricca di passione, ma non banale o noiosa. Pur avendo tutte le caratteristiche per essere il classico pippone romantico, Outlander brilla e lo fa grazie alla complicità meravigliosa tra i due attori protagonisti, Caitriona Balfe e Sam Heughan.

Racconta le vicende di Claire, viaggiatrice nel tempo suo malgrado, che viene catapultata dagli anni Quaranta alla Scozia del 1700 dove si ritrova circondata da pericoli, accolta dal clan dei MacKenzie e costretta a sposare Jamie Fraser, del quale si innamorerà profondamente, dando via a una lotta interiore che la divide tra la volontà di tornare dal marito ai suoi giorni e la passione incontenibile che la lega a Jamie.

Paesaggi meravigliosi, il fascino della Scozia e un'intesa che in parole decenti non si può esprimere: ecco il succo di questa serie imperdibile.





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Stranger Things

Ecco a voi la serie del 2016. LA serie. Per tutti.
Prendete le atmosfere degli anni Ottanta, mettete infiniti riferimenti a film cult dell'epoca (E.T. l'extra-terrestre, Stand by me, I Goonies), rispolverate una meravigliosa e bravissima Winona Ryder e prendete dei bambini, giovani talentuosi attori (tenerissimi): ne uscirà un capolavoro destinato a diventare un cult.

La trama racconta la scomparsa di un bambino, la ricerca da parte dei piccoli amici e il ritrovamento di una misteriosa bambina con poteri di telecinesi scappata da un laboratorio che li aiuterà non solo nell'indagine sulla scomparsa dell'amico, ma anche nella scoperta dell'esistenza di un universo parallelo, un mondo upside down popolato da creature spaventose, dove proprio il ragazzino scomparso è tenuto prigioniero.

Una favola bellissima, con ispirazioni e omaggi al cinema anni Ottanta, di cui è impossibile non innamorarsi.





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3%

Datemi un futuro distopico, dei ragazzi che subiscono soprusi e hanno una volontà di rivalsa nei confronti dei pochi eletti che stanno al comando e avrete tutta la mia attenzione.

3% è una serie Netflix di origine brasiliana che racconta la possibilità che viene data ai ragazzi al compimento dei 20 anni di passare da un mondo di povertà e miseria, dove vivono la gran maggioranza della popolazione, a un altro lato del mondo, quello migliore, un'isola paradisiaca senza sofferenza e senza malattia, l'Offshore, dove possono accedere ogni anno solo il 3% di loro con un'unica possibilità, attraverso una selezione che vaglia intelligenza, furbizia e idoneità a far parte degli eletti. 
Vivremo quindi le avventure dei ragazzi che partecipano al Processo, scopriremo la loro voglia di riscatto, ma anche quanto lontano possono spingersi pur di arrivare ad avere una vita migliore, perderemo qualcuno per strada, vittima della sua superbia, e scopriremo che per alcuni non è la prima e unica volta al Processo e che tra di loro si celano fazioni ribelli, contrarie al sistema e desiderose di passare dall'altro lato per smantellarlo dall'interno.

Una serie interessante per le tematiche trattate che, come avviene in ogni storia distopica, non sono poi così assurde e lontane dalla società in cui viviamo a ben pensarci.
Assolutamente da vedere in brasiliano con sottotitoli.
Obrigada!






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The Get Down

Finalmente una ventata di freschezza!
Ideata da Baz Luhrmann (!!!) e proposta da Netflix, ci trasporta con prepotenza nel South Bronx degli anni Settanta tra un gruppo di ragazzi che crescono circondati dalla musica e dai loro sogni.
Respiriamo passione, voglia di farcela e di abbandonare il ghetto, voglia di amare ed essere amati, voglia di esprimersi attraverso la musica e il canto. 
Assistiamo alla nascita dell'hip hop insieme ad Ezekiel che riuscirà a far apprezzare la sua crew tra i dj di New York e conosciamo la sua amata Mylene che vuole cantare e abbandonare il Bronx.

Il grande pregio di questa serie? Ti fa sentire parte del movimento, ti porta nel cuore di New York, ti fa scorrere nelle vene il sound e quella speranza di riscatto attraverso la musica.
Io vi avviso: vi ritroverete in giro per casa a cantare la canzone di Mylene e a ballare in modo incontrollabile.





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Shameless US

Vi presento la famiglia più disfunzionale degli Stati Uniti, i Gallagher.
Davvero non li conoscete? "E cosa avete fatto finora?" Ve lo dicono direttamente loro in modo più colorito a ogni inizio puntata.

Siamo nella periferia di Chicago e i Gallagher sono una famiglia disastrata con il padre Frank alcolizzato, la madre drogata con problemi mentali che ha abbandonato la famiglia, salvo tornare periodicamente, e sei figli.
Fiona, la maggiore, è il vero pilastro della famiglia e farà l'impossibile per riuscire a mandarla avanti, aiutando i fratelli più piccoli.

Nel 2016 sono andate in onda la sesta e la settima stagione.
Seguo questa serie da anni e ciò che tuttora la rende grandiosa è la sua capacità di essere dissacrante in modo sbalorditivo.
Quando pensate alla cosa più assurda e politicamente scorretta che potrebbero fare, ecco che sono in grado di farne una anche peggiore, ma talmente perfetta e ben fatta che vi viene voglia di fare un applauso alle menti geniali che vi sono dietro.
Nell'ultima stagione ho inoltre apprezzato la crescita meravigliosa di Fiona che dopo tanti anni di sacrifici per i fratelli ha deciso di puntare maggiormente su se stessa e, al contrario, ho sofferto per la caduta terribile di Lip, il mio personaggio preferito, fratello dalla mente geniale che si ritrova succube del suo essere un Gallagher. 

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