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La storia della giovane Véronique che passò dal monociglio al tatuaggio semipermanente alle sopracciglia


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Questa è la storia di Véronique che passò dall'avere il monociglio a farsi tatuare le sopracciglia.

C'era una volta (l'altro ieri) una giovanissima Véronique col monociglio (non è vero, lo dico solo per fare scena).
Aveva due bellissime sopracciglia folte e rigogliose, come due belle siepi.
Siepi a forma di sopracciglia.
Nuvolette a forma di sopracciglia.
La giovane Véronique, quando crebbe e raggiunse la pazza età adolescenziale, decise di decespugliare le sue enormi sopracciglia.
Véronique decise di estirparle da sola con la pinzetta perché lei era indipendente e no, non aveva bisogno di nessuno, no.
Con una linea guida per la forma?
Macché, tutto ad occhio, come nelle ricette: q.b. quanto basta.


Ma Véronique era ingorda e il senso della parola "basta" non lo conosceva.
A Véronique le sue amichette facevano anche i complimenti per le belle sopracciglia che era riuscita a crearsi e le lusinghe erano anche, purtroppo, veritiere (beata innocenza).
Fu così che la giovane Véronique strappò una quantità di peli dalle sue arcate sopraccigliari ogni giorno della sua giovane vita per molti anni.
In quantità tali che a raccoglierle avrebbe potuto farci capelli per Barbie, Malibù Stacy, Tanya e anche le Bratz.
No, le Bratz no, sono bambole di facili costumi.
L'ingorda Véronique arrivò ad avere quattro peli in croce e una forma sopraccigliare arrotondata.
Ahhh ei fu monociglio, ahhh i bei tempi passati, ahhh la mano lesta.
Rimpiati e quattro peli.
A Véronique non restò altro che un pugno di peli nella pinzetta e quattro attaccati.
Véronique un giorno scoprì il Make Up e venne a conoscenza del fatto che per strappare le sopracciglia si seguiva una forma più o meno precisa, conobbe anche gli strumenti del mestiere, che non erano più solo la pinzetta, ma anche le matite, gli ombretti e i pennelli.
Véronique scoprì l'ala di gabbiano, da non confondersi con quella più piccola e fritta del parente pollo, e che le sopracciglia dovevano seguire quella linea.
Così prese in mano la matita e cominciò a disegnare le proprie sopracciglia, dapprima con risultati fortemente tragici ed in seguito similtragici.
Passarono anni e Véronique fece un'altra scoperta: il tatuaggio semi permanente alle sopracciglia.
Tatuaggio semi che?

Sopracciglia tatuate.
La comodità.
Butta matita.
Butta disegni tragici.
Tatuate.

Véronique si informò e accompagnò un'amica a farle, l'idea le piacque e disse: "Avete deciso di non crescere più eh? E ora vi rimpiazzo io!"
Per celebrare il lieto evento arrivò anche la tv nazionale a riprendere Véronique, forse qualcuno gli aveva raccontato la storia di questa giovane dal monociglio rimasta con quattro peli e l'hanno trovata abbastanza drammatica da volerla mostrare alla popolazione italica.
Questo Véronique non lo seppe mai.
Finì su un canale nazionale mentre le tatuavano le sopracciglia, lei che aveva il monociglio, che onta.
Finì pure sui maxischermi della metropolitana della sua città e lì l'onta fu abnormemente immensa, soprattutto quando le mandavano messaggi con scritto "Ti ho vista in tv in metro".
Inutile dirvi che Véronique non prese più la metro per molti mesi.

Ma ebbe le sue sudate sopracciglia, belle, più o meno perfette, più o meno come le voleva, un'ala di gabbiano e non più un ombrellino, peletti disegnati al posto di quelli veri.
Tutto ciò a caro prezzo e in modo effimero, non dimentichiamoci che di tatuaggio semipermanente si tratta.
Si sbiadirà e andrà rifatto.
Chissà se quando accadrà ci sarà la tv internazionale e finirà sui maxischermi di Time Square.

Questa è la storia di Véronique che passò dall'avere il monociglio a farsi tatuare le sopracciglia.

Morale della favola:
Se avete il monociglio toglietevelo, per carità, ma non fate come Véronique che inforcò la pinzetta e fece piazza pulita, perché le sopracciglia non ricrescono dopo anni di epilazioni.
Affidate le vostre sopracciglia a mani esperte di estetiste e brow artists che sappiano trovare la forma migliore in base anche ai vostri lineamenti.
Solo così eviterete di ritrovarvi con quattro peli e di dover finire col farveli disegnare con un ago.

P.s. Véronique è molto contenta del tatuaggio e non tornerebbe più indietro!
Alla matita si intende, perché se potesse tornerebbe indietro, butterebbe la pinzetta e si legherebbe le mani dietro la schiena con un nodo molto stretto.

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